Butoconazolo

Il butoconazolo è un derivato imidazolico ad attività antimicotica nei confronti di Candida, Trichophyton, Microsporum e Epidermophyton. È attivo anche contro alcuni batteri gram-positivi e protozoi, in particolare Trichomonas vaginalis.

La molecola si presenta come una polvere cristallina biancastra. Praticamente insolubile in acqua, poco solubile in acetone, in acetonitrile, in diclorometano e in tetraidrofurano. Il composto possiede uno stereocentro che genera due enantiomeri:

Il numero CAS fa riferimento alla miscela racemica dei due enantiomeri.

Il butoconazolo agisce inibendo la sintesi di ergosterolo, un componente costitutivo della membrana cellulare fungina. L’esatto meccanismo d’azione antifungina di butoconazolo è sconosciuto, ma si presume che, come avviene per altri derivati imidazolici, il farmaco agisca tramite inibizione della sintesi di steroidi. Più precisamente si ritiene che agisca inibendo la conversione del lanosterolo a ergosterolo, con conseguente alterazione nella composizione lipidica della membrana cellulare fungina. Questo cambiamento strutturale altera la permeabilità della cellula e ne determina la lisi osmotica o, comunque, ne inibisce la crescita.

In seguito a somministrazione vaginale di butoconazolo nitrato in crema, una percentuale variabile tra il 2% ed 5,5% della dose viene assorbita. I livelli plasmatici massimi (Cmax) del farmaco e dei suoi metaboliti si raggiungono dopo 24 ore. L’emivita plasmatica è di 21-24 ore.

Studi sperimentali sugli animali (topo) hanno messo in evidenza una DL50 superiore a 3,2 g/Kg peso corporeo, quando somministrato per os, e superiore a 1,6 g/Kg, quando somministrato per via intraperitoneale.

Il composto trova indicazione nel trattamento di infezioni micotiche vulvovaginali causate da Candida (Candidosi). Il butoconazolo può essere usato anche in associazione con contraccettivi orali e antibiotici.

Nel corso del trattamento sono stati riportati bruciore vulvare e/o vaginale (2,3%), prurito vulvare (0,9%), perdite vaginali, irritazione, dolore, gonfiore, crampi pelvico o addominali, prurito alle dita (0,2%). In rari casi è stata segnalata la comparsa di trombocitopenia.

Il composto viene somministrato per via vaginale, come pessario od ovuli vaginali da 100 mg, oppure come crema al 2% di principio attivo da applicarsi per 3 giorni consecutivi. In letteratura vi sono evidenze di efficacia anche una singola applicazione di crema.

Il butoconazolo è controindicato in soggetti con ipersensibilità individuale accertata verso il principio attivo, molecole chimicamente correlate oppure uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nella formulazione farmacologica.

Non esistono studi adeguati e ben controllati sull’utilizzo di butoconazolo in donne in stato di gravidanza, pertanto non è possibile escludere con certezza eventuali effetti nocivi sul feto. Gli studi eseguiti sugli animali non hanno messo in evidenza effetti embriotossici o teratogenetici, ma tali studi non sono sempre predittivi della risposta umana. La Food and Drug Administration (FDA) ha inserito butoconazolo in classe C per l’uso in gravidanza. In questa classe sono inseriti i farmaci privi di studi controllati sulle donne ma i cui studi sugli animali hanno rilevato effetti dannosi sul feto (teratogenico, letale o altro), oppure i farmaci per i quali non sono disponibili studi né sull’uomo né sull’animale.


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